Un grande anno per il cinema horror, ma c’è stato anche qualche passo falso.

Il 2019 è stato un grande anno per il cinema horror, però non tutti i film di questo genere realizzati quest’anno sono stati fantastici secondo il sito iHorror.com e altri appassionati sul web. Scopriamo insieme questi quattro film poco applauditi qui di seguito.

Velvet Buzzsaw

Diretto da Dan Gilroy (Nightcrawler) questo film Netflix ritrova nel cast Jake Gyllenhaal, Rene Russo, John Malkovich e Toni Collette. La storia in teoria è decisamente interessante, ma il modo in cui è stato eseguito il film è più che altro bizzarro in un modo goffo. Il film ha il tono di un film satirico sullo stile di Final Destination senza morti memorabili. Il film doveva essere critico nei confronti del capitalismo e della vacuità del mondo dell’arte, ma per raggiungere questo obiettivo e per essere spaventoso, Velvet Buzzsaw doveva fare molto di più. Manca anche qualsiasi divertimento che lo avrebbe salvato da un futuro di oscurità, ma almeno abbiamo un personaggio stravagante interpretato da Jake Gyllenhaal.

The Prodigy – Il Figlio del Male

Non c’è molto da dire su questo film, perché si è rivelato incredibilmente inutile. Il marketing ha fatto sembrare che non fosse solo una copia carbone di ogni film in cui è presente un “ragazzino malvagio”, ma in realtà lo era. Assolutamente nulla in questo film si può considerare nuovo o interessante e le esibizioni del cast sono più che insipide. Molti hanno pensato che fosse una decisione strana rendere Taylor Schilling (Orange is the New Black) la madre in questo film e, dopo aver visto il film, è rimasta questa idea. Il finale rende il film quasi più interessante di quello che è, ma è troppo poco e troppo tardi per renderlo mediocre.

3 From Hell

L’ultimo film del regista / musicista Rob Zombie, confrontandolo con La Casa dei 1000 corpi e The Devil’s Rejects, è un po’ una delusione per iHorror. Rianimare il clan Firefly dalla loro epica scena di morte alla fine di The Devil’s Rejects avrebbe dovuto essere qualcosa di significativo e altrettanto grandioso di un film come i due precedenti, ma 3 From Hell è avvenuto nel suo disinteresse per la trama e il futuro degli assassini.

Purtroppo alcuni problemi di salute di Sid Haig (Captain Spaulding) gli hanno impedito di prendere parte alla maggior parte del film, portando il suo “ruolo” nel gruppo ad essere sostituito con un nuovo personaggio interpretato da Richard Brake (Doom-Head nel 31) che non è stato male, ma mancava di quel qualcosa di memorabile, soprattutto se paragonato al Capitano Spaulding. Sheri Moon Zombie ritorna nei panni di Baby, interpretando praticamente lo stesso personaggio che ha sempre interpretato, ma questa volta con alcune scene più bizzarre che derivano da PTSD. Bill Moseley ritorna come Otis Driftwood, ma anche la sua interpretazione sembra comica nella mancanza di azione durante il film.

L’unico nuovo personaggio interessante che ho trovato in questo film è stato Jeff Daniel Phillips (31) nei panni del guardiano della prigione che è presente solo per una breve sezione.

WOUNDS

Diretto da Babak Anvari (regista del rivoluzionario film Under the Shadow) ritrova Armie Hammer e Dakota Johnson come protagonisti. Vederli insieme in un film horror era una premessa curiosa e intrigante, e la storia inizia con un tono spettrale supportato da alcune immagini inquietanti. Nella seconda metà del film però sembra che il regista avesse in mente un sacco di scene e idee diverse che voleva usare, ma non sapeva come trasformarle in una trama coerente. Alla fine del film il pubblico resta confuso con tutte quelle domande sollevate e nessuna risposta. Nel complesso la fotografia non è male, ma la storia è mal pensata.


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